19. Una battaglia medievale: la vittoria della lega lombarda a
Legnano.

   Da: S. Masini, Le battaglie che cambiarono il mondo. Da
Maratona alla Guerra del Golfo, Mondadori, Milano, 1995

 Con grande perizia e conoscenza degli sviluppi dell'arte
militare, Sergio Masini, specialista del settore, descrive le
caratteristiche peculiari della battaglia di Legnano, decisiva per
le sorti dell'indipendenza dei comuni lombardi. Al di l
dell'ancora indispensabile apporto dei cavalieri, dotati di
potenti e costose armature, ricompare in questo scontro, dopo
secoli e secoli di oblio, la fanteria, una milizia tipicamente
cittadina, frutto del desiderio di autonomia delle nuove classi
emergenti urbane.


   Nell'ultima parte del medioevo non furono poche le battaglie
significative per lo sviluppo di nuove realt politiche ed
economiche. In Italia, poco pi di un secolo dopo Hastings, e
precisamente il 29 maggio 1176, Legnano fu la battaglia cruciale
nella lunga lotta del Sacro Romano Impero per affermare il suo
potere, almeno in linea di principio, sui comuni dell'Italia del
nord, che avevano messo da parte le loro rivalit reciproche per
formare la Lega Lombarda, presieduta da papa Alessandro terzo.
L'imperatore Federico Barbarossa cerc di usare la forza per
sottomettere i Comuni, e fu sconfitto, perch i lombardi fecero un
eccellente uso del terreno e della cooperazione fra le diverse
unit del loro esercito, contro un'armata composta quasi
esclusivamente da cavalieri. Le truppe della Lega Lombarda -
suddivise in mille uomini d'arme, 1500 arcieri e balestrieri, 6000
picchieri [soldati armati di picca] delle milizie cittadine -
avevano contro un esercito composto da circa 4000 uomini d'arme e
mille picchieri. Ricordiamo, fra l'altro, che le protezioni di cui
era dotato il cavaliere erano ulteriormente migliorate rispetto a
quelle usate ad Hastings. La cotta di maglia ferrata era stata
allungata fino alle ginocchia e unita alla protezione della testa,
costituita da un elmetto conico di ferro e da un cappuccio di
maglia ferrata, che scendeva a coprire la nuca, le guance e il
collo. L'intera difesa di maglia di anelli di ferro intrecciati
poteva pesare almeno 13 chili. Sotto la maglia ferrata, il
cavaliere portava una veste imbottita per attutire i colpi.
Ulteriori elementi di protezione e offesa erano costituiti da un
nasale per l'elmetto, da una spada pi lunga di quelle usate
nell'alto medioevo atta a colpire solo di taglio, e da un lungo
scudo di legno e cuoio, solitamente a forma di mandorla, che
assicurava una buona protezione sia a piedi sia a cavallo.
L'equipaggiamento completo costava quanto una piccola fattoria.
   Accanto ai cavalieri completamente armati e dotati di buoni e
robusti destrieri capaci di sopportarne il peso, prendevano posto
nelle file i sergenti, professionisti forniti di un
equipaggiamento difensivo e offensivo pi limitato, di solito al
seguito di qualche cavaliere pi ricco. Si stava rapidamente
diffondendo tra le truppe a piedi la balestra, un'invenzione
romana, trascurata dai bizantini, ma forse sopravvissuta in Gallia
e rifiorita nell'XI secolo. In confronto all'arco, la balestra
aveva una cadenza di tiro pi basso e un costo pi alto, ma il suo
dardo era pi pesante ed infliggeva  danni assai maggiori di una
normale freccia; inoltre imparare ad usare la balestra era
relativamente facile. In un certo senso la balestra era una
macchina pensata per integrare le capacit naturali dell'uomo:
rispetto ad un arco richiedeva  meno abilit per mirare e meno
forza per  tenderne la corda. Si trattava dunque di un'arma ideale
per chi, trovandosi in un contesto politico e sociale agitato e
non avendo tempo di esercitarsi nel maneggio delle armi, disponeva
comunque del capitale sufficiente per comprare un adeguato
strumento di offesa e difesa.
   In campo aperto, oltre agli arcieri e balestrieri, i
combattenti a piedi potevano essere delle specie pi diverse. I
fanti meglio equipaggiati, di solito mercenari, erano muniti di
elmetto, camicia di maglia ferrata, scudo, spada e picca. Le
milizie comunali disponevano di un armamento pi composito e meno
efficace, di solito basato sulla picca e su un grande scudo
rettangolare (il pavese o palvese). Le eventuali milizie del
contado erano dotate di armi improvvisate, fatte con gli strumenti
del quotidiano lavoro agricolo. Il problema principale, per la
fanteria medievale europea,  era quello di mantenere la
compattezza della formazione. Privi dell'addestramento delle
falangi greche e delle legioni romane, le schiere a piedi dall'XI
al quattrodicesimo secolo erano capaci di successi limitati e
potevano anche riuscire a vincere qualche battaglia, ma se non
erano adeguatamente difese da un'efficiente cavalleria pesante
erano condannate a soccombere. Bastava infatti che perdessero la
coesione e tra i loro varchi poteva inserirsi la cavalleria
nemica: a quel punto anche il fante meglio armato era in stato di
netta inferiorit di fronte alla lancia, alla mazza o alla pesante
spada di cui erano muniti i cavalieri. Il buon coordinamento tra
fanteria e cavalleria fu infatti all'origine della vittoria della
Lega Lombarda a Legnano.
   I lombardi stavano ancora levando il campo quando la battaglia
ebbe inizio. Il loro esercito aveva appena cominciato ad avanzare
ed era in linea di marcia con la cavalleria all'avanguardia,
seguita da una parte degli arcieri e dei balestrieri e dal grosso
dei picchieri, con il Carroccio, mentre il resto dei tiratori
formava la retroguardia. Gli imperiali erano anch'essi in linea di
marcia, ma si erano mossi in anticipo rispetto agli avversari, con
la loro cavalleria e l'imperatore all'avanguardia, e le picche
assai pi indietro.
   Il terreno dello scontro fu una pianura vicino a Legnano, 25
chilometri a nord-ovest di Milano. Si tratt, in pratica, di una
battaglia di incontro, nel senso che entrambi gli eserciti non
avevano programmato di affrontare l'avversario. La cavalleria
imperiale incapp quasi per caso nella cavalleria lombarda e
grazie alla superiorit numerica la mise in fuga. Nella loro
precipitosa ritirata, i cavalieri lombardi  sorpassarono la loro
fanteria che, avvertita dell'arrivo dei nemici, riusc a
schierarsi con i picchieri al centro, coperti sui fianchi dai
balestrieri, difesi a loro volta da alcuni ripari naturali. La
pesante cavalleria imperiale arriv quando la fanteria lombarda si
era gi preparata a riceverla, ma l'imperatore decise ugualmente
un attacco frontale contro il muro di picche, anzich aspettare
l'arrivo dei picchieri di Como, una delle poche citt lombarde che
in odio a Milano si erano schierate con le truppe imperiali.
   Varie cariche di cavalleria furono respinte con gravi perdite;
a un certo punto persino Federico fu disarcionato e cadde in mezzo
alle picche, ma riusc a districarsi dai nemici. Nel frattempo la
cavalleria lombarda ebbe il tempo di riordinarsi e attacc gli
imperiali sul fianco mentre questi erano impegnati in un nuovo
assalto frontale. Le forze imperiali cedettero, fuggendo dal
campo, e Federico riusc a stento a mettersi in salvo. Legnano fu
la prima importante battaglia dal tempo dell'Impero romano nella
quale la fanteria riusc a sconfiggere truppe a cavallo in Europa
occidentale.
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